Con il termine telemedicina si identificano tutte quelle prestazioni sanitarie che vengono effettuate a distanza. Queste possono espletarsi sia tra paziente e professionista, come nel caso ad esempio delle televisite, sia fra due o più professionisti, come nel caso del teleconsulto. Per sgombrare subito il campo da eventuali fraintendimenti, va detto che nessuna prestazione in telemedicina dev'essere intesa come sostitutiva del fondamentale rapporto medico-paziente, ma lo affianca e lo arricchisce, aiutando ad esempio a superare difficoltà legate alla mobilità del paziente oppure permettendo una condivisione rapida di informazioni e referti, rendendo più facile lo scambio di pareri fra professionisti. Tutto questo al fine di migliorare l'accessibilità, l'efficienza e la qualità generale dei servizi sanitari.
La storia delle telemedicina in Liguria è una storia che parte da lontano e che inizia a muovere i primi passi addirittura nel 2014. Il 2018 è il primo spartiacque: con il crollo di Ponte Morandi, infatti, la sanità regionale s'interrogò sulla possibilità di implementare nuovi servizi di telemedicina per far fronte alle enormi difficoltà di spostamento nei mesi immediatamente successivi alla tragedia che aveva di fatto tagliato in due la città di Genova.
Il vero boost arrivò però nel 2021, in piena emergenza Covid-19. In quei mesi, infatti, era fondamentale ridurre gli spostamenti e con essi le possibilità di contagio e allora, dando forma a un'idea lanciata dal professor Matteo Bassetti, Liguria Digitale mise a punto una piattaforma digitale attraverso la quale i medici di medicina generale potevano, con pochi semplici clic, attivare un consulto a distanza con gli esperti della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino, diretta proprio dal professor Bassetti. Questo permetteva ai medici di condividere in tempo reale le informazioni sui pazienti, ottenendo così il parere dello specialista. Il paziente, dal canto suo, senza muoversi dalla propria abitazione e senza inutili perdite di tempo (in quel momento in cui il tempo poteva davvero fare la differenza!), beneficiava del parere altamente specializzato dell'infettivologo, che supportava il medico di famiglia nel mettere a punto la terapia più adatta ad ogni singolo caso.
Ma i benefici non finivano qui: nei casi in cui si rendesse purtroppo necessario il ricovero in ospedale, l'infettivologo poteva disporre il trasferimento del paziente direttamente in reparto, senza che questi dovesse passare prima dal Pronto Soccorso. Grazie al cosiddetto "Fast Track", quindi, si alleggeriva la pressione sui Pronto Soccorso e si riducevano i tempi di attesa, dato che lo specialista conosceva già la situazione del paziente appena arrivato.
Finita l'emergenza, la telemedicina è diventata una vera e propria scelta strategica per la sanità ligure, una scelta che si adatta perfettamente a due caratteristiche peculiari della nostra Regione: un'età media della popolazione piuttosto alta e un territorio "difficile" dal punto di vista orografico, con un ampio entroterra costellato di piccoli paesini spesso distanti parecchi chilometri dai principali centri abitati. Un modo perfetto, la telemedicina, per portare l'ospedale al domicilio del paziente, anziché costringere il paziente (magari anziano) a sobbarcarsi ore di viaggio per raggiungere l'ospedale.
Questa scelta è stata confermata e supportata in questi anni anche grazie alle risorse messe a disposizione dalla Missione 6 PNRR che ha destinato fondi allo sviluppo di progetti di telemedicina, sui quali la Liguria è stata grande protagonista, raggiungendo tutti i target fissati da Angenas con largo anticipo. Basti pensare che l'obiettivo fissato per la Liguria era di 15.000 pazienti da seguire in telemedicina e le ultime rilevazioni dicono che la nostra regione è stata capace di raggiungere la cifra record di 38.000 pazienti (due volte e mezzo l'obiettivo richiesto!).
Non solo: la nostra Regione ha saputo spendere virtuosamente ogni singolo euro messo a disposizione dal Piano europeo, mettendo a terra tutti i progetti presentati, guadagnandosi così l'accesso alla ripartizione dei fondi non spesi da altre regioni, con due progetti che hanno ottenuto i punteggi più alti fra tutti quelli presentati, piazzandosi ai primi due posti a livello nazionale e ottenendo ulteriori 8,37 milioni di euro.
Insomma, se oggi la telemedicina in Liguria è una solida realtà, gran parte del merito è della lungimiranza e dell'impegno costante dimostrato in questi anni.
